giovedì 18 settembre 2008

CHI È PIÙ POTENTE LA MAFIA MESSICANA o LA MAFIA ITALIANA?



Con duecento arresti in Italia e America, è stata dichiarata guerra alla più sanguinaria organizzazione di narcotrafficanti al mondo, quella dei messicani Los Zetas, responsabili dall'inizio dell'anno di 2700 omicidi e del traffico di cento tonnellate di cocaina dirette negli Stati Uniti. I Los Zetas rifornivano anche la 'ndrangheta calabrese, in particolare la cosca degli Schirripa che a New York gestivano una pizzeria.

Los Zetas sono un gruppo di ex forze speciali militari, soldati, poliziotti e criminali che lavorano per Oisel Cardenas come mercenari contro altre gang di narcotrafficanti all'interno del Cartello della Droga messicano.
Il nome Zeta deriva dal codice radio usato dai federali messicani per localizzare i comandanti di grado superiore dei battaglioni.

Il web da mesi è pieno di filmati di scontri fra Los Zetas e le bande rivali, che mostrano le loro efferratezze con arresti, corpi trivellati dai proiettili, cadaveri e uomini in azione, il tutto accompagnato da musica folk messicana, diventata l'inno degli stessi Los Zetas.

La mafia messicana è una forma di mafia la cui presenza si registra come caratteristica di alcune zone o città del Messico, in loco vengono chiamati le varie organizzazioni vengono chiamate cartelli.

Secondo alcune ricostruzioni, se ne può dividere la storia in due periodi principali:Inizialmente le varie organizzazioni aderenti facevano da corrieri dei narcos colombiani e dovevano portare la droga all'interno degli Stati Uniti eludendo i controlli di frontiera

Dopo i primi colpi subiti dai narcos, i messicani si sono messi in proprio e oggi controllano il 70% del traffico della cocaina e il 50% di quella della marijuana che entrano negli USA.

Sarebbero attivi anche nel traffico delle metanfetamine, nel quale avrebbero strappato il "primato" alle bande di motociclisti americani.

Le varie organizzazioni però sono profondamente divise e spesso scoppiano tra di esse sanguinose guerre che decimano entrambi i gruppi in lotta. Sono quattro i gruppi più potenti:

Il Cartello di Tijuana

Il cartello di Sonora

Il Cartello di Juárez

Il Cartello del Golfo

A cui si aggiungono:

Il Cartello di Sinaloa

Il Cartello di Guadalajara

Los Zetas

Sono Messicano e voglio sapere se la mafia dell’italia è potente come la messicana. La mafia messicana ha il controllo di tutta la mafia degli Stati Uniti e del Canada. Com’è la mafia dell’Italia? Ciao a tutti da Mexico City

“Ciao VIVA MEXICO.....io vivo in California , ( 170 miles from the Mexican Border ) . La tua é una domanda provocatoria e tu lo sai ! Saresti contento se ti dicessi che la Mafia Mexicana é più potente della Mafia Italiana ? Non lo so , però posso dire con sincerità che la tua gente ha portato in USA troppi ILLEGALI che vivono con il Welfare , troppe Gangs giovanili, troppe ragazze che rimangono incinte ogni anno per avere il sussidio dal Governo e tutte le spese mediche pagate ! I Messicani stanno sfruttando il Governo USA e infiltrano le droghe che uccidono in nostri ragazzi ! Tutti vogliamo che se ne vadano ! Non so chi sia la mafia più potente però posso dire che gli uomini Italiani sono più belli, intelligenti, colti, civili ed eleganti di voi Messicani ! E poi....perché ti vanti della tua Mafia ? Ti fa sentire macho ? Ma perché non vieni a pulire la sporcizia che i tuoi connazionali stanno spargendo in USA ?”

In Italia delle cose cosi non sarebbero mai successe!!!

venerdì 5 settembre 2008

Non fidatevi del chihuahua cane messicano piccolo sì, ma devastante in casa


Gli alani e i minuscoli chihuaha messicani hanno qualcosa in comune: sono i cani che fanno più danni in assoluto. Lo dimostra una ricerca condotta da un'assicurazione britannica che si occupa dei disastri domestici provocati dal migliore amico dell'uomo. Dopo aver interpellato 3000 proprietari, è stata stilata una classifica dei cani più distruttivi. L'alano si conquista il primo posto segue uno dei cani più piccoli in assoluto. I popolarissimi labrador, invece, sembrano essere più attenti agli oggetti che si trovano nella casa in cui vivono. Il primo posto dell'alano è abbastanza scontato, viste le sue dimensioni. E' facile che, muovendosi per casa, possa rompere qualcosa - commentano i curatori della ricerca - quello che non riescono a spiegare è il secondo posto del chihuaha Tra le storie più singolari raccolte in questa ricerca, quella di un alano che, immaginando che la porta di casa fosse aperta, le è corso contro, sradicandola integralmente dalla parete. I proprietari e allevatori di chihuaha, però, non ci stanno a far passare questo cane per un "teppista" casalingo. "Il loro comportamento dipende da quello che insegnano loro i padroni. Devono capire chi è il capo". A volte possono masticare degli oggetti trovati in giro per la casa. Per minimizzare i danni, gli assicuratori consigliano di rivolgersi sin dai primi mesi di vita ad un addestratore qualificato e di dare la possibilità ai nostri amici a quattro zampe di fare molto esercizio fisico, per sfogare la loro esuberanza fisica.
Made in Repubblica

martedì 2 settembre 2008

L’Italia è un paese con la Pizza sotto il naso


Noi vogliamo che gli stranieri che si installano in Italia abbiano vocazione a cucinare e a mangiare la Pizza. Se diamo loro gli stessi diritti di un italiano, perché mai anon devono mangiare la pizza dimostrando così la volontà di integrarsi?. A parte che “installarsi in Italia” mi pare un’espressione pessima, ma perché per vietare il diritto di cibarsi di Kebab o Paeja o spalmare guacamole su cibi esotici si diventa razzisti?
Soltanto chi ha la vocazione sviluppa la volontà, grazie alla quale tende ad imparare la virtù della cittadinanza. Se non si instilla questa tensione nei nuovi venuti si rischia di donare perle in beneficenza (Per non essere frainteso, non uso il proverbio "Perle ai Porci") . Soltanto quando, attraverso la volontà, di imparare la filosofia, la concretezza e la creatività della Pizza allora si potrà riconoscere loro il raggiungimento della mèta agognata. Eccoti i galloni di cittadino, tiè. Può essere vero, però che ne dite se si mettesse un punto d’arrivo? Se una cosa non è misurabile infatti diventa arbitraria. Senza un metro che segni oggettivamente la distanza tra essere italiano ed essere “altro” Il messicano che usa quella salsetta verde denominata guacamole o l’arabo che mangia Kebab sarà sempre un “quasi italiano” e ci sarà sempre chi potrà dirgli: caro non sai fare la Pizza e adesso ricomincia da capo. Detto questo, per fare il capzioso lui ci dirà: Italiano con la pizza sotto il naso.